05 maggio, 2010

Sallusti. Dove mai nessun aveva osato prima.


Sallusti giganteggia. Col fare dimesso tipico di chi non teme nessuno Sallusti rompe un trentennale indugio e attacca frontalmente D’Alema in diretta TV.

Nessuno aveva mai osato tanto. Nemmeno Ferrara e Guzzanti che gli hanno sempre riservato polemica edotta, punzecchiature cortesi, rispetto, credito da avversari e sporadico inchino. Di ciò il lìder Massimo si nutre e pretende. E fino a ieri sera aveva sempre ottenuto, come confermava lui stesso nelle parole di elogio per Fini. Rispetto incondizionato, “istituzionale”. Anche da Berlusconi, che gliene ha sempre concesso di sua sponte peraltro. Negli ultimi 20 anni è andata così: D’Alema se ne sta fuori dalle liti tra comari e dalla battaglia degli escrementi nel ventilatore, in cambio chiede (esige) e riceve l’ossequio di amici e nemici. Non senza buona fede da parte sua. Lui crede veramente alle relazioni istituzionali e, in questo identico a Fini, si percepisce lui stesso istituzione vivente e perenne, anche quando non riveste alcun ruolo istituzionale o è al bar a prendere il caffè.

Ridotto da Sallusti alla stregua degli altri politici, la contraddizione gli esplode dentro e ci mostra il re nudo. Sallusti incalza, ribadisce e quando alla fine lo mette all’angolo cosa fa? Chiunque al suo posto si sarebbe fermato a godersi il momento epocale. Lui no, lui insiste, affonda e poi continua ancora. Non si ferma più è incontenibile, e mette a segno una stoccata epocale ai danni di un incredulo Massimo D'Alema che balbetta qualcosa sull'asservimento del bravo giornalista, ma è fuori tempo. E fuori canale. Siamo su Rai3 e a condurre c'è l'asservitissimo Floris.

Fenomenale.

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